Ascoltiamo i segnali del corpo?

Alcuni giorni fa mi sono rivista Una settimana da Dio, un film divertente e intelligente che mi ha permesso di riflettere con ironia su aspetti importanti della nostra vita. In particolare sono stata colpita dalla scena che qui vi ripropongo durante la quale il protagonista, dopo una giornata decisamente no, inizia un dialogo arrabbiato con Dio cercando da lui il miracolo che metta a posto la sua vita. Durante la scena si vede chiaramente che Dio gli pone nella strada tanti segnali per invitarlo a rallentare, fermarsi e a riflettere, ma il protagonista semplicemente li ignora fino a che non finisce con l’auto contro un lampione, degno finale di una giornata storta. E quando ho visto questa scena mi sono chiesta: ma quanti segnali deve inviarci il nostro corpo prima che ci fermiamo ad ascoltarlo? D’altronde non è il corpo l’accesso principale che abbiamo per contattare il nostro Sé divino, la nostra energia che ci collega al Tutto che ci circonda?

Non ne faccio un discorso di religione; ognuno può credere alla propria. E’ piuttosto un discorso di energia. Oggi anche la fisica ha ormai sdoganato il fatto che noi siamo fatti di energia materializzata e che siamo immersi in un flusso costante di energia che ha una forma invisibile in base ai sensi che oggi abbiamo sviluppati e che ci avvolge e con la quale comunichiamo. Ognuno ha il suo modo di immaginarsi Dio e il film interpretato da Jim Carey ne propone uno. Ma ampliando il discorso possiamo dire che il nostro corpo, energia materializzata, è il canale tramite il quale noi entriamo in contatto con questo Tutto che ognuno può chiamare o immaginare come vuole. Allora perché non iniziare a prestare ascolto veramente al nostro corpo? E non sto parlando di fare semplicemente attività fisica per renderlo tonico e bello, unico aspetto oggi considerato quando si parla di attenzione alla propria fisicità. Parlo invece di prendere contatto con il nostro respiro, con le nostre sensazioni fisiche, anche con i nostri piccoli o grandi dolori che spesso sono dei messaggeri di disagi esistenziali o relazionali che facciamo fatica a portare alla luce in altro modo.

Per approfondire l’argomento, l’Associazione Essere Umano vi invita alla conferenza di venerdì 11 marzo dal titolo “La percezione del corpo: l’accesso principale alla conoscenza di Sé”. Sarà l’occasione per discutere di questi aspetti e per iniziare a sperimentarsi nell’ascolto di questo importante ponte di comunicazione di noi stessi e di noi con gli Altri.

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