Cosa succede se non sappiamo riconoscere le nostre emozioni?

Viviamo in una società che purtroppo ha ancora difficoltà a rapportarsi al suo lato emotivo. In alcuni contesti, le emozioni sono un tabù da tempo e fanno fatica ad entrarci come ad esempio quello aziendale. Più in generale, si osserva una certa difficoltà ad entrare in contatto con ciò che sentiamo e soprattutto a permetterci di riconoscerlo e di viverlo con equilibrio. In questo modo, dimentichiamo che lo scopo delle emozioni è anche quello di guidarci nelle scelte che facciamo quotidianamente, di qualsiasi natura esse siano L’effetto collaterale di questo eccessivo “controllo” è un movimento inconscio che può spingerci a fare gesti insoliti o apparentemente “folli”. La scena che vi propongo oggi è tratta dal film Captain Fantastic, ed è un’ottima rappresentazione dell’escalation che un’emozione può farci compiere quando non è conosciuta e gestita. Bodevan è il primo figlio di una famiglia che per anni ha vissuto in una foresta distante dalla “civiltà”. I sei figli sono stati educati direttamente dai loro genitori. Hanno sviluppato il loro lato intellettuale con la lettura di libri anche di difficile comprensione, la loro capacità di sopravvivere e mantenersi da soli in un ambiente naturale ed ostile. Un’educazione però che non ha lasciato nessun tipo di spazio alla parte emotiva, soprattutto quando questa entra in relazione con altre persone. Così quando Bodevan si trova a confrontarsi con una ragazza, emerge la sua difficoltà a gestire ciò che sente dentro. E anziché riuscire a gestire l’emozione, “ne viene gestito”. All’inizio si mostra distante e freddo, per prendere le distanza con qualcosa che non conosce. Poi, quando le sue sensazioni fisiche ed emotive crescono, ne viene travolto e lo guidano ad un gesto “folle” , considerando il contesto e l’esperienza appena vissuta.

Pensando alle strategie che ha adottato Bodevan per gestire un’emozione completamente nuova, ci rendiamo conto come spesso facciamo la stessa cosa negli ambienti nelle quali le emozioni sembrano non essere ammesse o quando siamo noi a non permetterci di viverle liberamente. Prima le nascondiamo e ci mostriamo freddi e distaccati, senza renderci conto che è proprio la nostra capacità di “sentire” che ci rende speciali e che ci fa compiere cose magnifiche. Inoltre, proprio quando neghiamo e non contattiamo l’emozione, questa in qualche modo “ci possiede”, prendendo il sopravvento sulla nostra parte razionale. Per evitare questo travolgimento mettiamo in atto delle strategie “socialmente accettabili” . Ad esempio ci coalizziamo per giudicare le emozioni degli altri, magari del collega che parla a voce alta o dell’amica del gruppo, rea di aver commesso qualche azione a noi sgradita oppure ci mostriamo servizievoli oltre misura nei confronti del capo, al quale però ne vorremmo dire quattro (ma ci reprimiamo per paura delle ritorsioni). Certo, non tutti faremmo come Bodevan che dopo il suo primo bacio, si mette in ginocchio per recitare una promessa di matrimonio ad una ragazza appena conosciuta! Tuttavia, se non siamo in grado di riconoscere ciò che sta accadendo in noi e dargli un giusto contenimento, potremmo trovarci ad essere travolti dall’emozione.

La presenza dei due emisferi principali nel nostro cervello, destro e sinistro, indica chiaramente che abbiamo bisogno di equilibrare l’aspetto razionale e quello emotivo. Quando stiamo per scoppiare nei confronti del collega o della nostra amica, forse fermarsi un attimo e raccontare loro come ci si sente quando l’uno disturba il nostro lavoro o l’altra non considera le nostre esigenze, offrirà la possibilità di osservarsi in uno specchio simbolico, affinché possano riconoscere il proprio errore. Il sentire crea dialogo, il giudizio lo blocca. Per fortuna o purtroppo noi non siamo cresciuti in una foresta come Bodevan e stiamo imparando, in maniera graduale, come riconoscere le nostre emozioni e come gestirle.

Noi dell’Associazione Essere Umano siamo da anni impegnati ad organizzare attività, seminari ed incontri esperienziali che hanno come obiettivo quello di riconoscere e imparare a gestire e a dare un giusto spazio alle nostre emozioni. Tra le attività ora in programma, ti segnaliamo in particolare gli incontri di Riequilibrio Energetico e il Laboratorio di Biodisegno Onirico centrato sui Talenti. Clicca sui due link che trovi sotto per avere maggiori informazioni!

Riequilibrio Energetico dall’11 ottobre

Laboratorio Biodisegno Onirico “L’anima disegna….i propri talenti” dal 18 ottobre

 

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