Dai peperoni alla Ferrari: perché è importante ascoltare il nostro corpo?

Il corpo è una preziosa fonte di informazioni, alle quali frequentemente si rinuncia per fare piuttosto riferimento a tabelle, a schemi terapeutici o ad indicazioni di altri. Quando ignoriamo volutamente le risposte fisiche a ciò che facciamo, stiamo rinunciando ad un’opportunità di conoscerci attraverso una parte molto accessibile di noi stessi. Il corpo è qui, lo si può vedere e toccare, lo si può ascoltare, se ne possono percepire i movimenti interni ed esterni, i cambiamenti di temperatura, gli stati di contrazione e di distensione, di irrequietezza e di stabilità. Ad esempio chi meglio del nostro corpo può sapere se per noi è meglio mangiare i peperoni, piuttosto che i pomodori? Il campo alimentare è oggi preda di numerose diete o consigli che ci dicono tutto e il contrario di tutto. Come facciamo ad orientarci se non prestiamo attenzione a ciò che dicono il nostro intestino, il nostro stomaco o il livello di energia che abbiamo a disposizione dopo che li abbiamo mangiati?

Rilevare le informazioni del corpo significa cominciare a pensare con il corpo. Ed anche qui è importante comprendere che noi abbiamo a disposizione una centralina, il nostro cervello, che è collegato ai recettori di tutto il nostro sistema di funzionamento e che consente di coordinare in maniera sofisticata ciò che accade nel corpo ma, in realtà, utilizziamo quasi sempre solo una piccola parte che è quella corticale che presiede alle funzioni razionali. E’ come dire che al posto di far andare la Ferrari che abbiamo a disposizione, siamo lì tutti impegnati a giocare solo con il volante. Ma la macchina, nel migliore dei casi, resta ferma. E cosa succede in questo caso? Se non si rimane legati alle facoltà percettive, ai sensi e quindi al substrato corporeo, qualunque pensiero può partire per la tangente. Possiamo cioè immaginarci di aver percorso centinaia di migliaia di chilometri con la nostra Ferrari quando invece non siamo neanche usciti dal garage! La mente, infatti, senza un legame con le percezioni corporee, può diventare come un computer senza operatore, capace di elaborare qualunque fantasia, senza contatto diretto con la realtà.

Con la consapevolezza del periodo storico e dell’area geografica nella quale stiamo vivendo, dove si è verificata la maggiore dissociazione psiche e corpo mai registrata dalla storia dell’umanità, abbiamo bisogno di “tornare a casa”. Il corpo con le sue sensazioni, ed anche con le sue malattie, continua ad essere il canale principale di collegamento con la totalità del nostro essere.

Noi dell’Associazione Essere Umano siamo impegnate ogni giorno a dare nuove opportunità per tornare ad avere un dialogo di accoglienza e di comprensione con il nostro corpo e con le sensazioni che ci fa vivere.

Giovedì 31 Agosto alle ore 19 ti invitiamo a partecipare alla prima prova gratuita del Pilates Armony, un’altra strada che ti proponiamo per recuperare questa fondamentale relazione con noi stessi.

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