Di che vibrazioni ci nutriamo?

La fisica quantistica oggi ci comunica che siamo fatti di onde che vibrano. La base del nostro organismo quindi è la vibrazione, come i suoni e la musica. Allora, esattamente come scegliamo cosa è più sano e nutriente dare al nostro organismo come cibo e acqua, abbiamo la necessità di scegliere quali sono i suoni che vibrano a frequenze che sono più in linea con la nostra vera essenza. Scegliamo di mangiare al fast-food prendendo quello che ci passano come fosse sano e gustoso oppure andiamo a scegliere dal contadino locale che ha rispetto della natura e dei suoi ritmi? Con la musica di cui ci nutriamo la decisione è altrettanto importante: scegliamo di accendere la radio e prendere tutto quello che passa oppure ci andiamo a scegliere quei compositori e quei musicisti che hanno cura di creare brani che rispettano le nostre frequenze profonde e possono agevolare la nostra evoluzione?

L’Universo, e noi con esso, vibra a 432 Hz. Questa è la frequenza che favorisce l’equilibrio dei due emisferi cerebrali, è collegata al chakra del cuore, agendo così su tutto il corpo e non solo a livello mentale, favorendo la concentrazione e la meditazione. Questo sapere era noto ai grandi compositori del passato come ad esempio Mozart e Verdi che utilizzavano questa frequenza per le loro opere. Anche se poi si è deciso di cambiare portando tutta la musica ai 440 Hz attuali, restano ed anzi, oggi sono sempre di più, musicisti che utilizzano ancora la frequenza dell’Universo per diffondere le loro armonie e i loro brani.

Se vuoi immergerti in questa musica che parla alla tua anima e al tuo cuore, l’Associazione Essere Umano ti invita a non mancare mercoledì 20 luglio per l’ultimo degli eventi del ciclo “L’energia del Tramonto”. Rino Capitanata, compositore di musica meditativa a 432 Hz e noto a livello internazionale per aver collaborato tra gli altri con gli scrittori Deepak Chopra e Louise Hay, sarà con noi per un fantastico concerto dove il Castello sarà un co-protagonista inaspettato e sorprendente!
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La prenotazione all’evento è gradita, ma non obbligatoria

 

 

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