La porta del perdono: il cuore

La scena che qui riporto è illuminante: la logica del mondo occidentale del protagonista gli porta a dire che, quando il suo terapeuta gli mostra che, per guarire dalla sua malattia, ha bisogno di perdonare, è necessario farsi 4.000 km per andare dalla sua famiglia e farlo. La semplicità della filosofia orientale invece dice che il perdono è a nostra disposizione sempre, basta entrare nel nostro cuore e starci fino al momento in cui siamo in grado di contattare armonia e gioia!

C’è un esercizio di Longevity che mi ha sempre colpita: si chiama la Stringa ed è un esercizio che ci aiuta a togliere fili e legami che possono bloccare il nostro cuore e impedire così la sua libertà e la sua naturale capacità di perdonare. Con il corpo si fanno dei movimenti che ci portano ad immaginarci di avere questi fili davanti al nostro cuore e di lasciarli andare. E quando lo si fa, ci si sente più liberi, più leggeri.

Se vuoi conoscere anche tu questo esercizio o gli altri che Sabina Concettoni è in grado di farci imparare per migliorare il nostro equilibrio e la nostra centratura, vieni il 21 giugno alle ore 20:15 al Castello Màlleus. La luce del tramonto e lo splendido panorama ci aiuteranno in questo lavoro di centratura!

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