L’albero, il corpo, la sensibilità

Può un albero aiutarci ad entrare in contatto con il corpo umano? E se sì come?

Diverse immagini possono emergere nel rispondere a questa domanda: l’immagine di un albero come metafora della vita e del corpo, dalle radici, alle fronde oppure quella di uomini e donne che abbracciano alberi con la volontà di avere un maggiore contatto con sé stessi e con la Natura di cui siamo fatti. Tutto questo è quello che la cultura, la società, le letture che siamo abituati a fare possono creare nella nostra mente nel cercare una risposta a questa domanda. Ammesso che ne esista una!

Ma nel Kurdistan, nel grembo di una civiltà fra le più antiche della Terra, esiste una Valle dove è stata tramandata un’antica arte medica che considera il contatto con l’albero il primo esercizio base per poter imparare a toccare il corpo di una persona con delle sofferenze fisiche. Nel libro “ Shaneder – Le orme delle farfalle” del dott. Mariwan Izat viene raccontato di come la prima fase dell’addestramento del giovane allievo di questa arte medica, avviene in solitudine all’interno di un bosco. Lunghe giornate passate a toccare i tronchi e i rami degli alberi per imparare ad entrarci in contatto con sensibilità, a rispettarne la forma, la consistenza, e a dare loro la giusta posizione più funzionale alla loro crescita, al loro sano sviluppo. Fino a che un giorno “ mi misi in silenzio ad ascoltare un Maestro che diceva: questo giovane ramo ha la forma del piede storto e incurvato di un bambino…..Per la prima volta sentivo i Maestri parlare del corpo umano, della deviazione laterale della colonna vertebrale, spugna fra le vertebre, contrattura o strappo muscolare e capii che il mio operato fin qui era tutto riferito al corpo umano e alle sue malattie e questa era una risposta alle tante domande che mi ero posto lavorando da solo nel bosco”

Il contatto con l’albero per sentire la linfa che scorre all’interno così come il sangue nel corpo, per percepire la forza dei rami, così come quella degli arti inferiori e superiori, per osservare la flessibilità, così come quella del tronco del corpo umano. Il contatto all’interno di un bosco per capire come ogni singolo albero viene influenzato dall’insieme e dagli elementi della Natura che interagiscono con lui “Il Maestro proseguì: in realtà esistono dei forti legami tra la nostra psiche, il clima e la natura…prova a pensare questo: l’uomo è composto da molti elementi che troviamo anche in natura, quindi il nostro corpo subisce l’influenza del clima come la natura…caro allievo, come vedi tutto ciò che ci circonda è strettamente legato a noi, abbine cura quindi, proprio come finora hai imparato a fare e sii consapevole del fatto che quello che l’uomo fa alla natura irrimediabilmente ricade sul clima e quindi su sé stesso”

Venerdì 26 febbraio il dott. Mariwan Izat sarà nostro ospite per illustrarci meglio l’approccio di Shaneder.
ore 21.15 – Castello Malleus – Recanati
Compila il form e prenota il tuo posto alla conferenza (per i soci è gratuita, per tutti altri è previsto un contributo di 5€)

[sform]1[/sform]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *