Perché ci ammaliamo?

“Immaginiamo per un istante una società umana in cui ciascuno fosse in grado di trovare in se stesso, piuttosto che all’esterno, l’origine dei propri malesseri e patologie: che rivoluzione sarebbe! Piuttosto che accusare solo il microbo, perché non cercare ciò che ha reso fragile una persona al momento della sua infezione? Capiremmo meglio perché, a causa di uno stesso microbo, certe persone sono affette da gravi malattie infettive mentre altre restano dei “portatori sani”(…) Quando l’uomo si sarà abituato a cercare dentro ciò che l’ha reso fragile, potrà accedere ad una maggiore padronanza di sé. Finalmente cosciente dei suoi dispiaceri e non più soltanto vittima, cosciente della sua parte di responsabilità per ciò che gli accade, potrà diventare attore e contribuire alla sua guarigione.” Dalla lettura del libro “La compensazione simbolica” scritto con la collaborazione di Giorgio Mambretti di cui qui ho riportato un piccolo incipit, mi sono sempre più convinta che nulla accade per caso nella nostra vita e che ogni incidente, malattia o disagio è legato ad un nostro stato emozionale non manifestato e che in qualche modo ha dovuto concretizzarsi. Teoricamente, l’essere umano destabilizzato da una realtà spiacevole ha alcune possibilità per ristabilire l’equilibrio psichico:

  • Esprimere la sua sofferenza e le emozioni che ha vissuto: è il mezzo più immediato e radicale ma ci vuole umiltà e fiducia per confidare i propri intimi vissuti;
  • Relativizzare i fatti che in un primo momento possono sembrare insopportabili;
  • Cercare più tardi un sollievo che faccia da contrappeso con una strategia inversa.

Se non adotta nessuna di queste possibilità, l’essere umano si comporta spesso non affrontando la questione e seppellisce l’”energia” della sua dolorosa esperienza nella caverna dell’inconscio. Sfortunatamente per lui è impossibile gestire per un tempo indefinito questa energia: essa riapparirà sotto forma di una compensazione simbolica non appena un avvenimento risveglierà la traccia inconscia di questo cattivo ricordo.

L’Associazione Essere Umano ospiterà venerdì 15 aprile alle ore 21:15 una conferenza dal titolo “ Psiche-cervello-malattia: perché ci ammaliamo?”. Il Dott. Catani, medico-ginecologo, ci illustrerà come è possibile interpretare ciò che ci accade nel corpo come risposta a ciò che non abbiamo “digerito” e che, anche grazie ai nostri sintomi, possiamo rendere consapevole.
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