Sentire di appartenere!

Appartenenza. Quando nasciamo sperimentiamo subito l’appartenenza: prima quella biologica con il grembo di nostra madre e poi quella familiare, l’ambiente che è deputato a proteggerci dall’esterno e che ci aiuta a crescere, a maturare.

Una volta superata questa prima importantissima fase di identificazione con la famiglia, ci apriamo ad un altro concetto di appartenenza: quello ad una società. Prima l’esperienza di un piccola comunità, la scuola, la chiesa, il gruppo di amici e poi in base alle esperienze di vita che facciamo, ad un concetto di comunità che può diventare sempre più vasto fino ad arrivare al concetto di appartenenza più assoluto.

Sentire cioè di appartenere a tutto quello che ci circonda, sentirci connessi ad un’energia che è sia in noi sia fuori di noi, che è in tutto quello che vediamo e tocchiamo ed anche in quello che non riusciamo a vedere e sentire perché ci appare vuoto. E’ semplice riuscire a sentire questa connessione? Cosa ci impedisce di sentirla? Ogni sistema di appartenenza ha delle regole da rispettare che a volte ci impediscono di allargare la sfera.

Queste regole che sono messe a protezione dello stesso, a volte limitano la possibilità delle persone che vi partecipano di andare oltre, perché questo potrebbe rappresentare la sua fine. E chi è al suo interno spesso rispetta questa regole per la sua sopravvivenza, perché appartenere significa esistere. L’uscire da un sistema di appartenenza come ad esempio la famiglia o la comunità di riferimento quando si sente che le regole sono troppo strette o sono contrarie al nostro sentire, si “paga” con l’esclusione, con la solitudine.

Ma è una solitudine “falsa” perché in realtà non siamo mai soli. Quanti riescono a raggiungere questo stato di connessione? Forse pochi quelli che lo fanno stabilmente, come pochi sono gli istanti durante i quali, in maniera spontanea, riusciamo a sentire questa connessione ma questa c’è, esiste. E quale è un’esperienza che ce la fa sperimentare in pieno? Il lavoro di gruppo. Fare un percorso di consapevolezza su sé stessi insieme ad altri compagni di viaggio che stanno facendo lo stesso, aiuta a sentire questa connessione, a vedere gli altri come parti di sé, come uno specchio che ci rimanda tante cose che noi facciamo fatica a volte a sentire da soli. Lavorare insieme ci aiuta a vedere negli altri le nostre difficoltà, e ad essere degli specchi per altri compagni che come noi hanno bisogno di comprendere, di sentire, per poter evolvere un po’ di più.

Se vi interessa fare questo percorso di comunione e di appartenenza a questa energia che ci connette, da martedì 13 settembre, l’Associazione Essere Umano propone il ciclo di incontri “Il cerchio delle possibilità”.

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